Consiglio Nazionale FIAIP. Diario di una prima giornata distruttiva (ma necessaria)

19 febbraio 2026
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Sono le 9:00 del mattino e sono di nuovo qui, all'Auditorium Loyola. Il caffè sta facendo effetto ma sento ancora nelle ossa le cinque ore e passa di ieri. Se dovessi descrivere la giornata di ieri con una parola? Distruttiva. Ma di quella distruzione positiva, che demolisce il vecchio per costruire il nuovo.

Siamo partiti alle 14:30 spaccate. Non c’è stato spazio per i convenevoli: l’insediamento dell’Assemblea con il Presidente Nazionale ha dato il via a una maratona di votazioni che non mi ha lasciato respiro. È strano come dietro a sigle e numeri di articoli (il 33, il 49, il 47 dello Statuto...) ci sia in realtà il destino della nostra professione. Ho votato per tutto: Commissione Elettorale, Presidenza, i Probiviri, il Collegio dei Revisori. Ogni mio voto, ogni preferenza espressa, era un tassello per blindare la nostra struttura.

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Poi ha preso la parola Fabrizio Segalerba. Lo ascoltavo e pensavo a quanto lavoro ci sia da fare. Ha toccato nervi scoperti: la Legge di Bilancio 2026, quel DDL Concorrenza 2025 che ancora ignora le modifiche vitali alla 39/89, e soprattutto la riforma del Testo Unico dell’Edilizia. Per me è un punto di non ritorno: o lo cambiamo (il DPR 380/2001 è un dinosauro) o restiamo bloccati. E poi la battaglia sulla Carta Federativa: lo Statuto va migliorato, non ci sono scuse. Siamo pronti per gli amministratori di condominio e chi sono i property manager? Formazione obbligatoria, crediti formativi ... è questa la strada. Ma la vera novità, coraggiosa, è stata la valutazione di introdurre un conto corrente dedicato per la gestione delle caparre, atto ad accogliere le proposte d’acquisto. Un passo avanti enorme per la trasparenza e la tutela di tutti.

Luca Simioni ha messo i punti sulle "i" riguardo ai poteri della Giunta, mentre con Carmelo Mazzeppisiamo scesi nel fango dei numeri con il Bilancio di Previsione 2026. Gestire i soci sostenitori e le quote per i territori non è solo contabilità, è dare ossigeno ai nostri collegi provinciali e regionali.

Alle 19:40, quando abbiamo chiuso i lavori, ero letteralmente svuotato. Dalle 14:30 alle 19:40 senza una sosta. Nemmeno un minuto per sgranchirsi le gambe. Ma c’era quella stanchezza "bella", quella di chi sa di aver fatto la propria parte.

La serata poi ci ha regalato un momento di respiro. Con il gruppo della Campania e il Vicepresidente Nazionale Corrado Mirra siamo andati a cena a Castel Pretorio, al Circolo Ufficiali dell’Esercito. Un ambiente solenne, perfetto per staccare la spina e commentare a bassa voce quello che era successo in aula, tra un piatto e l'altro.

Ora però si ricomincia. L'Auditorium si sta riempiendo di nuovo. La testa è già ai lavori di oggi. Pronti a ripartire.

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