Settembre, in provincia di Caserta, non è il mese della fine dell'estate: è il mese in cui il territorio si rimette in scena. Lo dimostra "Settembre al Borgo", giunto quest'anno alla 54ª edizione sotto la direzione artistica di Massimiliano Gallo, sostenuto da un investimento comunale di 200mila euro all'interno di un piano regionale che punta esplicitamente a fare della cultura un motore di attrazione turistica anche fuori stagione. È un segnale che va oltre lo spettacolo: quando un'amministrazione mette risorse strutturate su un evento, sta scommettendo sull'attrattività del territorio nel medio periodo — e quello che accade nel medio periodo, chi fa il mio mestiere lo sa bene, prima o poi si riflette sul valore degli immobili.
Il cartellone di questi giorni parla da solo, e non si ferma al capoluogo. All'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, Terra Sonans porta sei sere di concerti gratuiti con Enzo Avitabile e ospiti internazionali; la Reggia apre gratuitamente oggi per la consueta Domenica al Museo; e nell'entroterra è tutto un fiorire di sagre — la Sagra della Rana a Marcianise, il Fico d'India a Castel Morrone, la Cipolla Fest ad Alife, il Pizza Festival a Vitulazio, la Mulignana 'mbuttunata a Sala di Caserta; a Castel Campagnano l'Alta Campania Wine Fest raccoglie vignaioli, sommelier e visitatori da tutta Italia con un claim che dice già tutt"Vieni per il vino, torni per il territorio" — un percorso di sapori che a Caserta trova la sua punta più alta in Franco Pepe, il cui forno a Pepe in Grani attira una platea internazionale non per un weekend, ma 365 giorni l'anno. Il movimento non si ferma qui: sul Matese, l'UNPLI Day – Il Matese in Festa mette in rete i paesi dell'entroterra dal 5 settembre al 4 ottobre, per chiudersi con tre giorni di festa a Piedimonte Matese; e nell'Agro Aversano il 27 settembre torna la Stranormanna, giunta all'undicesima edizione. Ottobre poi sposta l'attenzione sui frutti dell'autunno pieno, con la Mela Annurca a Valle di Maddaloni e la Castagna e il Fungo Porcino a Roccamonfina, uno degli appuntamenti più sentiti dell'intera regione.
Due storie, raccolte proprio in questi giorni parlando con Emilia Turino, dicono ancora meglio quanto il territorio stia crescendo su più fronti. Il Giardino delle Zucche compie dieci anni e non si accontenta: Emilia lo ha affiancato al Giardino delle Tagete e al Labirinto di Mais Infestato, trasformando un evento stagionale in un piccolo distretto dell'intrattenimento en plein air che richiama visitatori da ogni parte d'Italia e d'Europa in un'area troppo spesso raccontata solo per le sue difficoltà. E a Santa Maria Capua Vetere la Domus Svelata amplierà gli spazi già a sua disposizione — un accrescimento a cui, con la mia agenzia, abbiamo avuto il piacere di contribuire — merito dei fratelli Stellato, due giovani sammaritani che su questo patrimonio ci stanno credendo davvero.
Ed è qui che il discorso, per chi fa il mio mestiere, si fa interessante. Un territorio che moltiplica gli eventi, li finanzia con continuità e li fa parlare oltre i confini provinciali, non resta lo stesso sul piano immobiliare. Lo vediamo già negli affitti brevi, che a ridosso di queste settimane registrano un'impennata di richieste; lo vediamo nell'interesse crescente per immobili nei centri storici dei borghi coinvolti, dove il valore percepito cresce insieme alla loro visibilità; e lo vediamo, più silenziosamente, nella rivalutazione di zone che fino a pochi anni fa non comparivano nemmeno nelle ricerche di chi guardava alla provincia di Caserta come meta. Non è un effetto immediato, e non è nemmeno automatico — ma è un trend che chi opera sul territorio, come me, osserva anno dopo anno: dove arrivano eventi, cultura e investimento pubblico, prima o poi arriva anche il mercato.








